Consapevolezza. È forse questa la parola che più di ogni altra deve contraddistinguere AVIS e i suoi donatori. La parola che, senza dubbio, ha caratterizzato le giornate di lavori della 92esima Assemblea Generale AVIS che ha preso il via venerdì 29 maggio al Palacongressi di Bellaria-Igea Marina.

Un appuntamento cruciale che ha chiamato a raccolta delegati da tutta Italia non solo per tracciare il bilancio dell’anno trascorso, ma soprattutto per riflettere sul futuro e sulle sfide globali che attendono il sistema trasfusionale.
Al centro del dibattito, con una forza espressiva rinnovata, è emersa la necessità di custodire e promuovere la cultura del dono. In un’epoca di costanti mutamenti sociali e tecnologici, l’Assemblea ha ribadito con fermezza l’importanza di rimanere ancorati ai pilastri fondanti dell’associazione: i valori tradizionali di gratuità e anonimato della donazione.
“Il sangue e gli emocomponenti non sono merci, ma risorse vitali che nascono da un atto d’amore puro e disinteressato,” è stato ricordato a più riprese durante gli interventi dal palco.
Non si tratta solo di solidarietà, ma di un vero e proprio atto di cittadinanza attiva. Preservare l’anonimato e la totale gratuità significa garantire l’eticità del sistema, proteggendo sia il donatore che il ricevente, e mantenendo il gesto al riparo da qualsiasi logica di profitto.
Dalle sale del Palacongressi di Bellaria-Igea Marina esce così un’AVIS forte, coesa e consapevole che la modernizzazione dei servizi e la digitalizzazione debbano viaggiare di pari passo con l’anima storica dell’associazione. Solo coltivando questa profonda consapevolezza nelle nuove generazioni sarà possibile assicurare l’autosufficienza nazionale e continuare a salvare vite, un dono anonimo e silenzioso alla volta.




